LA RAGAZZA PERFETTA

GILLY MACMILLAN – NEWTON COMPTON

Trama:

Agli occhi di tutti coloro che la conoscono, Zoe Maisey, prima bambina prodigio e poi genio della musica, è una ragazza perfetta. Eppure, diversi anni fa Zoe ha causato la morte di tre adolescenti. Ha scontato la sua pena, e ora potrebbe guardare al futuro. La sua storia e la sua nuova vita iniziano la sera in cui tiene il concerto più importante della sua carriera. Sei ore dopo, a mezzanotte, sua madre morirà…
La ragazza perfetta è un’esplorazione profonda della mente di un’adolescente talentuosa, con un’intelligenza fuori dal comune, ma anche con un passato che sembra impossibile lasciarsi alle spalle. Ancora una volta la scrittura di Gilly Macmillan guida il lettore per mano in una storia labirintica e avvincente, in cui il colpo di scena decisivo si nasconde dietro ogni pagina.

 

La ragazza perfetta è un romanzo psicologico costruito con grande capacità introspettiva dell’autrice, attorno ai personaggi coinvolti che ci narrano le vicende in cui si sono ritrovati invischiati, a più voci.

Il lettore è completamente avvolto dalla trama, distratto dal punto di vista di ogni personaggio e avvantaggiato rispetto a loro, dalla possibilità di poter riuscire a cogliere i piccoli indizi che ognuno di loro è in grado di fornire, e quando si pensa di essere giunti a una deduzione brillante, arriva subito il momento in cui rendersi conto di essersi solo lasciati trarre in inganno dai molteplici punti di vista.

L’idea attorno a cui si sviluppano gli eventi, sempre scorrevole e semplice, è molto buona, anche se in certi momenti sembra un po’ forzata dalla mano dell’autrice, che forse ha preferito scavalcare delle difficoltà che, in una situazione reale, si sarebbero per forza dovute presentare.

Probabilmente se non avesse abilmente ignorato alcune complicanza che il sistema giudiziario inglese, come quello di qualsiasi altro paese, avrebbe per forza dovuto comportare, il romanzo sarebbe diventato più lungo e l’autrice avrebbe dovuto abbandonare l’idea di svolgere la narrazione nell’arco di soli due giorni. Ma d’altronde, se si decide di incentrare la storia attorno ad un omicidio e non al furto di un barattolo di marmellata, è d’obbligo non sorvolare sopra a difficoltà ovvie per rendersi “la vita più semplice”.

Resta comunque una lettura rilassante, scritta bene, adatta magari a chi si accosta a questo genere per la prima volta, ma che crediamo vi lascerà insoddisfatti se invece siete degli autentici appassionati di thriller psicologici. Infatti il libro, che è pubblicizzato come thriller, è in realtà un romanzo psicologico in cui l’assassinio della mamma di Zoe, non è altro che il pretesto per scavare nella profondità di ciascun personaggio.

 

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