Per Sempre

Susanna Tamaro

GENERE: Narrativa italiana moderna e contemporanea

 

TRAMA:

Nora se ne è andata da quindici anni e Matteo, ogni giorno da allora, chiede a se stesso quale sia la strada da percorrere. Un viaggio intriso di amore e dolore, di ricordi che riaffiorano dal passato, di luoghi in cui la natura amplifica con la sua bellezza e la sua forza i pensieri e le domande del protagonista. Vivendo ormai da anni immerso nella natura che circonda la sua casa in mezzo ai boschi, Matteo si confronta con la propria coscienza sul filo dei ricordi di un passato che riaffiora e si alterna al presente delineando i protagonisti, passati e presenti, della sua vita. “Perché, quando succede qualcosa di irreparabile, non si fa che pensare a quello che si poteva evitare?” Cercando la risposta a infinite domande, Matteo racconta la sua storia forte e dolorosa, poetica e profonda: una storia d’amore così intensa da obbligare il lettore a confrontarsi con il racconto di una vita che, alla fine, non riguarderà più soltanto il protagonista ma tutti coloro che la leggeranno. “Per sempre” è la storia di un amore. Che permane e resiste e che è, soprattutto, un amore impossibile.

 

RECENSIONE:

…il destino non è altro che la strada che devi fare per incontrare te stesso…

Apro subito con una citazione, perché questo è un libro intenso che riesce a toccare le corde più intime dell’animo. Prendendo spunto da una tragedia personale, costringe il lettore a riflettere sulla vita e su ciò che conta.

Ho iniziato a sottolineare tutto ciò che mi colpiva sin da subito, e mi sono accorta che almeno fino alla prima metà del libro, non voltavo pagina senza desiderare di imprimermi nella mente una qualche frase.

«Ma lei non è un pastore.»

«Quando sto con le pecore, sono un pastore.»

«D’accordo, ma non vive di questo.»

«Quando mangio il formaggio, vivo di questo.»

«Equando non fa il pastore, cosa fa, qual è il suo lavoro?»

«Produrre le cose che mi servono per vivere.»

«Tutto qui?» commentano, stupiti. «Ma non è un vero lavoro!» Alcuni sorridono: «Beato lei! Come vorrei vivere anch’io quassù!».

Quando si vive fuori dal mondo è facile attirarsi le fantasie delle persone più fragili.

 

I primi tempi non riuscivo ad accettare questo continuo bisogno di trovare una definizione. Non esisti se non c’è un aggettivo, un nome che aiuti a sistemarti da qualche parte. Poi mi sono abituato, ho capito che questa forma di classificazione fa parte della natura umana dell’uomo. So chi sei, so come comportarmi nei tuoi confronti, ma se sei un uomo senza legami e senza ruoli, non so più cosa pensare. Sei nudità e ti offri come nudità. E la nudità provoca scandalo.

 

Un libro commovente fino all’ultima pagina, capace di accendere una luce nel lato più oscuro dell’animo umano, rivelando la vita che continua a scorrere e le occasioni da afferrare e, nonostante il dramma su cui è costruito, davvero molto incoraggiante e scritto con una raffinatezza che è distintiva di Susanna Tamaro.

 

«Come si fa a diventare così saggi?» mi ha chiesto una persona, una volta.

«Si deve attraversare l’inferno» gli ho risposto. «Per andare in alto è necessario, prima, scendere molto in basso.»

 

Una lettura scorrevole e abbastanza breve da non richiedere più di un paio di giorni, eppure carica di emozioni e che lascia con tanti spunti su cui continuare a riflettere.

 

Senza solitudine, non c’è possibilità di comprendere il senso del tempo.

 

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