DIPHYLLEIA: il ricordo

di Valentina Bonci

“La rabbia aveva prevalso sull’amore, e, a testa bassa e cuore infranto, ad Aiyana non restava che andarsene. E se ne andò. Perché non c’è rabbia più vera e pericolosa di quella degli innamorati che si sentono traditi. Degli innamorati che si sentono innamorati pazzi e si ritrovano morti e a pezzi.” 

RECENSIONE:   starstarstarstarstar

Una storia breve e un concentrato di emozioni, questo è Diphylleia.

Il titolo è ispirato al nome di un fiore, delicato quanto lo stile con cui l’autrice affronta le forti temetiche su cui si intreccia la trama.

…un fiore bianco che a contatto con l’acqua diventa trasparente. Un fiore che quando piove, si trasforma. Sotto la pioggia i petali di questo fiore sembrano trasformarsi in cristalli scintillanti.”

 

E come questo fiore è anche la storia di Valentina Bonci, l’autrice tocca più di qualche corda dolorosa in questo libro, la sua protagonista è vittima di una violenza di cui porterà le cicatrici sulla pelle e nel cuore per tutta la vita; sin dall’inizio soffriamo con Aiyana e per Aiyana perché è impossibile non sentire subito un importante legame empatico con lei e i suoi stati d’animo.

A causa del forte trauma subito ha perso del tutto la memoria, trasformandosi in una “inconsapevole presenza” nel proprio presente. Solo alla fine la sua vita passata tornerà ad essere un ricordo chiaro e prepotente svelando i motivi e l’artefice di tanta brutale cattiveria, e lì si soffre ancora un po’ con lei, ci si arrabbia.

Nel frattempo però la storia ci racconta anche qualcos’altro, e lei, questa fragile ragazza che non ricorda più niente del suo passato, cerca di ricostruirlo iniziando ad ascoltare il proprio cuore. Sente di essere legata a qualcuno che, chissà dove, la sta aspettando.

 

Sembrava quasi senz’anima. Una persona a cui è stata appena tolta la voglia di vivere. È questo quello che succede quando veniamo umiliati, quando il nostro amore viene visto come sbagliato, quando non ci sentiamo accettati neanche da noi stessi.

Lentamente, con tanta fatica, quel sentimento che “alla cieca” continua a farle battere il cuore le lancia briciole di ricordi che piano piano ne lasciano affiorare altri, e così con questa delicatezza l’autrice ci parla di un amore che deve lottare, combattere contro pregiudizi e incomprensioni, ascoltare solo se stesso.

Diphyllaie è un racconto sull’amore, sulla…

 

…paura d’amare, di accettarsi, di capirsi, di piacersi.

 

P.S.: Ho presentato la copertina di questo libro all’interno di un’immagine che esprime bene il modo in cui l’ho divorato: l’ho letto mangiando, a colazione, cucinando, con il caffè dopo pranzo fino alla tisana prima di andare a dormire…, insomma questo è un libro che mi ha fatto compagnia dall’alba alla sera.

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