Recensione e Tour di Venezia: MEMORIE DI CASANOVA SCRITTE DA LUI MEDESIMO (EMOZIONI SENZA TEMPO)

Oggi vi propongo qualcosa di assolutamente nuovo e divertente: una recensione della mia ultima lettura, e un piccolo itinerario dedicato al suo famosissimo protagonista.

 

SINOSSI:

Pochi personaggi sono entrati nell’immaginario collettivo tanto da guadagnarsi il titolo dicasanova icona come Giacomo Casanova, che per tutti fin dalla Venezia Settecentesca è diventato sinonimo di ‘seduttore’. In questo gustoso testo, una sorta di diario che si trasforma in compiaciuta autobiografia, il celebre veneziano ripercorre la propria vita e le esperienze più particolari, divertenti, piccanti: il gusto per il gioco, la seduzione, la moda e il lusso, la ricerca spasmodica dell’avventura e del brivido. Da queste pagine, oltre al resoconto biografico, traspare anche la descrizione di una Venezia e di una società che ormai stava giungendo al crepuscolo della propria magnificenza. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

 

RECENSIONE:

Una lettura divertente, resa interessante al pensiero che tutto ciò che vi è descritto sia davvero accaduto, esistito, detto, fatto, incontrato… amato… proprio come ce lo racconta LUI con la sua stessa voce.

La figura di Casanova è tanto nota ed inflazionata, da non avermi mai suscitato alcun interesse particolare prima d’ora: forse a causa proprio degli stereotipi che il nome, da solo, si trascina dietro.

Poi è accaduto “l’incontro” con Giacomo, quasi per caso. Ma siccome un po’ di premeditazione c’era stata, mi sono informata per riservarmi la facoltà di dargli buca.

Ebbene, è stato davvero un grande donnaiolo, ma è un peccato che questa fama sia tanto ingombrante, da spazzare via tutto ciò che ancora fu…

D’altronde… come resistere a un:

“…ma ero innamorato, e l’oggetto dell’amore non è una merce che si possa facilmente sostituire con un’altra quando quella che desideriamo non sia disponibile. L’amore, sia esso un sentimento profondo o una infatuazione passeggera, può essere alimentato o spento solo da chi ha saputo ispirarlo.”

È stato un uomo molto colto, di certo baciato da una buona stella perché, da figlio di commedianti qual era, sotto la protezione dei Grimani si è laureato a Padova e ha frequentato la nobiltà non solo veneta, ma di mezza Europa, arrivando perfino a Caterina II di Russia.

Era un gran giocatore – e un baro scaltro.

È stato anche una spia per diversi governi europei, e un profondo conoscitore dell’animo umano…

 

“Per ragionare bene non bisogna essere né innamorato né in collera. Queste due passioni, quando sono spinte all’eccesso, hanno in comune la prerogativa di abbassarci al livello degli animali schiavi dell’istinto; e disgrazia vuole che l’uomo non sia mai tanto portato a ragionare come quando è sotto l’influsso dell’una o dell’altra.”

 Scriveva di lui il principe di Ligne: “Ride poco, ma sa far ridere. Ha un certo modo di raccontare, fra il balordo Arlecchino e Figaro, che lo rende molto divertente”.

E Giacomo ci risponde:

Godevo del presente, sfidavo l’avvenire e mi facevo beffa di tutti quelli che, lambiccandosi il cervello a prevenire le future disgrazie, perdono il piacere che gli offre il presente.”

Come non affezionarglisi, anche a distanza di duecentoventi anni dalla sua morte?

 

PASSEGGIATA TRA CALLI E CAMPIELLI SULLE TRACCE DI GIACOMO CASANOVA:

Giacomo è nato a Venezia, ma ha girato l’Europa in lungo e in largo, quindi ci si potrebbe sbizzarrire a programmare un interrail lungo mesi ripercorrendo le sue tracce.

Però…  Venezia… una città che seppure si è modificata nel corso dei secoli, per sua stessa conformazione, e per sua ostinata contraddizione, è rimasta immutata.

È questa la sola città in cui avventurarsi sulle tracce di Giacomo Casanova, e io mi sono divertita a proporvi un elenco di posti da visitare, e davanti a cui passare, se vi capiterà di varcare i confini della Serenissima Repubblica e di navigare fino al suo cuore.

1 Calle Malipiero

Iniziamo dalla zona di Campo San Samuele, nel Sestiere di San Marco. Cercate Calle Malipiero: una volta si chiamava Calle della Commedia, e in una di queste case è nato il nostro libertino.

Poi, visto che ci siete, cercate l’Istituto Comprensivo Dante Alighieri al numero civico 3042: ce lo avete ad un minuto di strada.

La scuola è stata edificata dove sorgeva il Teatro San Samuele, ci aveva lavorato come attrice la madre di Giacomo, ed egli stesso vi ha trovato ingaggio come violinista, in un periodo in cui la sua buona stella sembrava averlo perso di vista.

Visto che siete in zona affacciatevi anche su Campo San Samuele: è in quella chiesa che Giacomo è stato battezzato.

2 chiesa di San Samuele

Adesso riprendiamo il cammino per raggiungere Campo San Polo, fermatevi davanti a Palazzo Soranzo e ascoltate quello che sto per raccontarvi: il 29 aprile del 1746 Giacomo si trovava qui per partecipare come violinista ad una festa di nozze. Sul retro di ogni palazzo esiste una via d’acqua, una porta da cui alcuni scalini sembrano condurre verso il fondo dei canali. Queste erano gli ingressi principali da cui i signori entravano ed uscivano di casa, e non avreste potuto aspettarvi nulla di diverso in una città dove la principale via di comunicazione è quella acquatica.

Sul retro di Palazzo Soranzo, un’ora prima dell’alba, la buona stella di Casanova decise di ricominciare a brillare. Accadde infatti che il Senatore Matteo Bragadin, invitato allo sposalizio, trovandosi lì in attesa della sua gondola, avesse perso una lettera, e che fu proprio Giacomo a ritrovargliela.

Campo San Polo (San Polo square), Venice, Veneto, Italy, EuropeE pensare che, in Campo San Polo, proprio davanti la facciata di questo palazzo, ci sono delle panchine su cui io ho trascorso un numero incalcolabile di ore e di merende nei tempi in cui studiavo a Venezia, ignorando che cos’era accaduto solo qualche metro più in là, duecentocinquanta anni prima.

 

Il nobiluomo, per sdebitarsi, gli offrì un passaggio, e di nuovo la presenza di Casanova fu provvidenziale.

Accadde infatti che Bragadin si sentì male durante la navigazione, fu Giacomo a dare l’ordine per far accostare la gondola alla riva, scendendo di corsa in cerca di un medico.4 Calle del Scaleter

Entrò in un caffè in Calle del Scaleter (pasticcere) dove gli indicarono l’abitazione di un medico, che subito prestò le prime cure al nobile applicandogli un mercuriale sul petto.

Bragadin, invece di migliorare però inizia a peggiorare, e sarà proprio Giacomo a strappargli la medicazione salvandogli la vita. Il nobile decise quindi di adottarlo e di portarlo a vivere nel lusso del suo palazzo, in Campo Santa Marina.

A questo punto potreste dirigervi verso il Sestiere di San Marco e Campo Santa Marina, per dare un’occhiata a Palazzo Bragadin, la nuova casa del fortunato Giacomo. Ma, visto che per raggiungerlo dovrete passare da Rialto, vi propongo una sosta per spritz e cicheti in un’osteria che esiste addirittura dalla fine del’400 e in cui Giacomo vi ha trascorso più di qualche allegra serata.

 

 

Si tratta della Cantina “Do Spade”, un luogo simbolo che ritrovate anche in tutta la letteratura successiva e contemporanea di cui il nostro amico è protagonista (da ultimo proprio Matteo Strukul – autore de “I Medici” – con il suo “Giacomo Casanova: la sonata dei cuori infranti”).

Visto che siete in zona, affacciatevi in Calle del Carbon… qui Casanova ha vissuto un periodo con il fratello Francesco, affittando una camera ammobiliata e trascorrendo molte serate alle Do Spade o suonando il violino al Teatro San Samuele… in attesa che la sua buona stella ricominciasse a baciarlo.

Come vedete, a Venezia, i posti in cui ripercorrere le orme di Giacomo Casanova sono davvero tanti, e molti non li ho neppure nominati, ma vi anticipo che troverò comunque il modo di farveli conoscere… infatti non è un caso se mi sto interessando tanto a questo personaggio…

Ma adesso torniamo a noi e a Giacomo!

Ho lasciato Piazza San Marco per ultima, e, dirigendovi alla meta, fate una sosta in Campo San Zulian.

Qui Giacomo frequentava il “Caffè del Menegazzo”, nell’ edificio d’angolo con le Mercerie San Zulian dove ora si trova una boutique. Il caffè era il ritrovo dell’intelleghenzia veneziana, qui si accendevano scontri che spesso si trasformavano in vere e proprie risse tra le due fazioni di frequentatori di teatri veneziani: da un lato i sostenitori di Carlo Goldoni, e dall’altro quelli dell’abate Piero Chiari.

Insomma… andare al caffè del Menegazzo, era un po’ come per noi frequentare il bar dello sport…

Bene, ora siamo davvero a due passi da Piazza San Marco, avvicinatevi al Caffè Florian…

7 Caffè Florian 4 Ai tempi in cui lo frequentava Giacomo si chiamava ancora “Alla Venezia Trionfante”, nome poi saggiamente cambiato nel periodo che segnò il declino della Repubblica, sul limite della dominazione francese e austriaca, con quel “Caffè Florian” con cui il locale era già universalmente noto, dal nome del suo fondatore, il signor Floriano Francesconi.

9 Caffè Florian 3Se decidete anche di entrare nel locale, ricordatevi che Giacomo impazziva per la cioccolata, e lì, se lo ricordano ancora tutti bene, tanto che, nel menù, potete addirittura trovare una “Cioccolata Casanova”.

Giacomo
302 (Pictured) Heath Ledger Photo Credit: Doane Gregory © Touchstone Pictures, All rights Reserved
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